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Nato a Piombino il 12/04/1945 vive e lavora all'Isola d'Elba (e anche un po' a Piombino); di formazione medico-chirurgica comunica da sempre con la pittura , la grafica, l'arte in generale, e con la cultura di ogni tipo.
Valerio si considera un "artigiano" , un manipolatore di oggetti, una persona che approfondisce le sue ricerche.
Lo dimostra con la sua pittura.
Una pittura, quella espressa dall'eclettico artista che a tratti ricorda il pittore fiammingo Hieronymus Bosch, ambedue usano soggetti fantastici , spettrali, raffiguranti scene di vita.
Ma è proprio dal mestiere di medico chirurgo che arriva l’ispirazione da mettere su tela, una esperienza che permette al Vitali di essere in prima linea a contatto con il dolore, infatti il suo periodo pittorico è caratterizzato da una anamnesi approfondita dei suoi pazienti.
Alle volte appare dissacrante e drammatizza sulla tela scene che invitano alla riflessione, insomma un pittore difficile da comprendere appieno e che non va “ammirato in quanto artista” ma semplicemente “ letto” cercandone la sintesi in quei messaggi esoterici che nasconde nelle sue tele.

Qualche tempo fa, parlando con alcuni amici, mi fu chiesto se le "cose" che facevo (disegni, olii, grafiche, incisioni) avessero un significato o se credevo nella comunicazione di un messaggio, positivo o negativo, verso gli Altri, ed inoltre che cosa intendessi per "opera d'arte".

Definire, o cercare almeno di farlo, che cosa si intenda oggi per "opera d'arte" ed il suo contrario non spetta certo a me, posso solo esprimere la mia immediata idea su tale pretestuosa argomentazione:

"Un'opera è e deve avere oltre che un valore estetico anche politico (sociale) e lo ha solo quando, fatto salvo l'elemento tecnico-espressivo, stimola a pensare e quindi produce negli Altri "coscienza", in quanto l'artista non spiega, nè deve spiegare agli Altri, ma trasmette e suscita emozioni (....)


R. Pandiani"
da "Il bisturi ...e il pennello (Rivista Graffio)"

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